Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

In base all’art. 18, co. 5, legge regione Puglia n. 11/2003, i comuni a economia non prevalentemente turistica possono legittimamente disporre aperture domenicali nel numero massimo consentito per i comuni a economia prevalentemente turistica e le città d’arte, pur in presenza di parere negativo da parte di una o più associazioni rappresentative

Consiglio di Stato, Sez. V, 13 luglio 2010, n. 4509

Regione Puglia – Disciplina del commercio – Deroghe all’obbligo di chiusura domenicale e festiva – Comuni a economia non prevalentemente turistica.

In base all’art. 18, comma 5 della Legge regionale Puglia n. 11/2003 «il comune, sentite le organizzazioni e associazioni di cui al comma 1, individua i giorni nei quali gli esercenti possono derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva. Detti giorni comprendono quelli del mese di dicembre, nonché un’ulteriore domenica o festività per ogni altro mese dell’anno. Ulteriori aperture possono essere definite di concerto con le organizzazioni e associazioni di cui al comma 1, nel numero massimo consentito per i comuni a economia prevalentemente turistica e città d’arte di cui al comma 6».
L’ultimo periodo del precetto in esame non limita la sua applicazione ai comuni a economia prevalentemente turistica e alle città d’arte, ma li utilizza per determinare il numero massimo di ulteriori aperture consentite alle amministrazioni di comuni che non presentino quelle caratteristiche.

Nel suddetto procedimento, le organizzazioni e associazioni rappresentative di cui al comma 1 (consulta regionale consumatori e utenti, associazioni delle imprese del commercio maggiormente rappresentative a livello regionale, organizzazioni sindacali dei lavoratori) si inseriscono in qualità di soggetti del concerto ivi previsto (non già come parti dell’accordo previsto dal successivo comma 8 octies, per il quale «ulteriori aperture festive o domenicali, anche in deroga a quanto previsto ai commi 5, 6 e 8 quater, possono essere stabilite dai comuni sulla base di accordi sottoscritti con le organizzazioni e associazioni» citate), ricoprendo il soggetto richiesto del concerto una posizione che non si distingue da quella di quanti siano consultati nella sequenza endoprocedimentale che precede l’atto finale.

Ne consegue che le suddette associazioni rappresentative non dispongono di alcun «potere di veto» nei confronti dei comuni, i quali – a mente dell’art. 18, comma 5, Legge regionale Puglia n. 11/2003 – potranno legittimamente disporre «ulteriori aperture nel numero massimo consentito per i comuni a economia prevalentemente turistica e città d’arte», pur se a tal riguardo abbiano ricevuto parere negativo da parte di una o più di tali associazioni.

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