Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

L’apposizione della scritta ‘light’ sul pacchetto di sigarette costituisce un messaggio pubblicitario ingannevole

Cassazione civile, Sez. III, 17 dicembre 2009, n. 26516

Tutela del consumatore – Pubblicità ingannevole – Danno ingiusto – Risarcimento – Onere della prova.

L’apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole (nella specie, la scritta “light” sul pacchetto di sigarette) può essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto, obbligando colui che l’ha commesso al risarcimento del danno, indipendentemente dall’esistenza di una specifica disposizione o di un provvedimento che vieti l’espressione impiegata.

Il consumatore che lamenti di aver subito un danno per effetto di una pubblicità ingannevole ed agisca, ex art. 2043 c.c., per il relativo risarcimento, non assolve al suo onere probatorio dimostrando la sola ingannevolezza del messaggio, ma è tenuto a provare l’esistenza del danno, il nesso di causalità tra pubblicità e danno, nonché (almeno) la colpa di chi ha diffuso la pubblicità, concretandosi essa nella prevedibilità che dalla diffusione di un determinato messaggio sarebbero derivate le menzionate conseguenze dannose.

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