Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

Giudizio di opposizione al procedimento di liquidazione degli onorari di avvocato: non impugnabilità del provvedimento conclusivo

Cassazione civile, Sez. II, 15 marzo 2010, n. 6225

Onorari di avvocato – Giudizio di opposizione al procedimento di liquidazione – Natura di ordinanza non impugnabile del provvedimento conclusivo del giudizio.

In tema di onorari di avvocato, il giudizio di opposizione al procedimento di liquidazione deve svolgersi in ogni caso a norma della l. 13 giugno 1942, n. 794, artt. 29 e 30, e cioè essere deciso in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile, con la conseguenza che, anche se sia stato seguito il rito ordinario, al provvedimento conclusivo, pur se adottato nella forma della sentenza, deve riconoscersi natura sostanziale di ordinanza, sottratta all’appello ed impugnabile solo con il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., salvo che la contestazione involga i presupposti stessi del diritto del patrono al compenso per prestazioni giudiziali in materia civile, e non già la sola misura di questo.

Pertanto, qualora l’opponente non ponga in discussione, nell’originario atto di opposizione, il preesistente rapporto professionale o l’effettività delle prestazioni, ma si limiti a dedurre l’incongruità dell’onorario, il giudizio di opposizione rientrerà pienamente nell’ambito della l. n. 794 del 1942, art. 30, ed il relativo provvedimento adottato dal Tribunale, pur avendo veste formale di sentenza, avrà in realtà natura di ordinanza non impugnabile, ricorribile esclusivamente per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.

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