Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

La notificazione della sentenza di primo grado al fine della decorrenza del termine breve di impugnazione dev’essere effettuata al domicilio reale del procuratore, anche se non vi sia stata rituale comunicazione del trasferimento alla controparte

Cassazione civile, Sez. II, 1 luglio 2005, n. 14033

Impugnazioni – Notificazione della sentenza di primo grado – Notifica presso il domicilio dichiarato nel giudizio a quo – Esito negativo dovuto al trasferimento del procuratore – Insussistenza dell’obbligo del procuratore trasferitosi di comunicare la variazione all’altra parte – Onere per il notificante di effettuare apposite ricerche volte ad individuare il luogo del nuovo recapito del procuratore.

La notificazione della sentenza di primo grado al fine della decorrenza del termine breve di impugnazione dev’essere effettuata al domicilio reale del procuratore (quale risulta dall’albo, ovvero dagli atti processuali, come nel caso di timbro apposto su comparsa conclusionale di primo grado) anche se non vi sia stata rituale comunicazione del trasferimento alla controparte. Il dato del riferimento personale prevale, infatti, su quello topografico, né sussiste alcun onere del procuratore di provvedere alla comunicazione del cambio di indirizzo; tale onere è previsto, infatti, per il domicilio eletto autonomamente, mentre l’elezione operata dalla parte presso lo studio del procuratore ha solo la funzione di indicare la sede dello studio del procuratore, sicché costituisce onere del notificante l’effettuazione di apposite ricerche atte ad indicare il luogo di notificazione (Cass. n. 2740/1998; Cass. n. 6098/1999; Cass. n. 8287/2002).

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