Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

E’ muro di fabbrica, e non di cinta, quello che risulti eretto in sopraelevazione di un fabbricato, e come tale dovrà soggiacere alla disciplina relativa alle distanze nelle costruzioni

Cassazione civile, Sez. II, 13 febbraio 1996, n. 1083

Proprietà – Distanze nelle costruzioni – Muro di cinta – Inapplicabilità della relativa disciplina al c.d. muro di fabbrica.

E’ muro di cinta, non considerabile ai fini del computo delle distanze fra le costruzioni ai sensi dell’art. 878 c.c., soltanto quello con facce emergenti dal suolo che, essendo destinato alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione dei fondi, si presenti separato da ogni altra costruzione (cfr., in tal senso, Cass., Sez. II, 24 febbraio 1992, n. 2376).

Al contrario, va considerato quale muro di fabbrica, e non di cinta, il muro che risulti eretto in sopraelevazione di un fabbricato, in corrispondenza di un solaio-terrazza posto a sua copertura, con funzione di chiusura di un lato di tale terrazza, dato che un simile manufatto non si configura separato dall’edificio, cui inerisce e resta nel medesimo incorporato.
Ne consegue che un siffatto muro dovrà soggiacere non alla normativa dettata in tema di muro di cinta, di cui all’art. 878 c.c., ma alla disciplina delle distanze nelle costruzioni, di cui all’art. 873 c.c. e alle disposizioni degli strumenti urbanistici locali integrative dello stesso.

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