Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

La creazione di un secondo bagno nelle moderne abitazioni di taglio medio riveste quel carattere di essenzialità che giustifica la non applicazione, negli edifici in condominio, della disciplina sulle distanze di cui all’art. 889 c.c.

Cassazione civile, Sez. II, 9 giugno 2009, n. 13313

Distanze legali – Creazione o modifica di un secondo bagno nelle abitazioni in condominio – Carattere di essenzialità – Esclusione dell’applicabilità della disciplina di cui all’art. 889 c.c.

Per principio giuridico consolidato, «la disposizione dell’art. 889 cod. civ. relativa alle distanze da rispettare per pozzi, cisterne, fossi e tubi è applicabile anche con riguardo agli edifici in condominio, salvo che si tratti di impianti da considerarsi necessari ai fini di una completa e reale utilizzazione dell’immobile, tale da essere adeguata all’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini nel campo abitativo e alle moderne concezioni in tema di igiene» (Cass., n. 8801/99; Cass., n. 16958/06).

In particolare, con sentenza n. 13285/01, la Corte di Cassazione ha ritenuto che il rifacimento di un locale adibito a servizi igienici dia luogo a lavori essenziali ad una adeguata vivibilità dell’appartamento secondo moderni criteri di civiltà.
Altrettanto può dirsi in relazione alla creazione o modifica di un secondo bagno nelle moderne abitazioni di taglio medio, trattandosi di un’esigenza ormai talmente diffusa da rivestire quel carattere di essenzialità che giustifica la non applicazione – negli edifici in condominio – delle distanze di cui all’art. 889 c.c., soprattutto nei casi in cui la scelta della collocazione delle tubazioni sia pressoché obbligata.

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