Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

Categoria » legittimazione attiva e passiva

Nessuna limitazione sussiste in merito alla legittimazione passiva dell’amministratore per qualsiasi azione, anche di natura reale, promossa contro il condominio in ordine alle parti comuni dell’edificio

Cassazione civile, Sez. II, 10 novembre 2010, n. 22886

Condominio – Azioni giudiziarie – Legittimazione dell’amministratore – Azione reale o possessoria – Litisconsorzio necessario di tutti i condomini – Esclusione.

Nessuna limitazione sussiste in relazione alla legittimazione passiva dell’amministratore di condominio per qualsiasi azione, anche di natura reale, promossa contro il condominio, da terzi o anche dal singolo condomino, in ordine alle parti comuni dell’edificio.
In tal caso, l’amministratore ha il solo obbligo, di mera rilevanza interna e non incidente sui suoi poteri rappresentativi processuali, di riferire all’assemblea, con la conseguenza che la sua presenza in giudizio esclude la necessità del litisconsorzio nei confronti di tutti i condomini (in senso conforme, Cass., Sez. II, n. 9093 del 16.4.2007).

In particolare,  la legittimazione dell’amministratore del condominio dal lato passivo ai sensi dell’art. 1131 cod. civ., comma 2, non incontra limiti e sussiste, anche in ordine all’interposizione d’ogni mezzo di gravame che si renda eventualmente necessario, in relazione ad ogni tipo d’azione, anche reale o possessoria, promossa nei confronti del condominio da terzi o da un singolo condomino (trovando un tanto ragione nell’esigenza di facilitare l’evocazione in giudizio del condominio, quale ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini) in ordine alle parti comuni dello stabile condominiale.
Ne consegue che, in presenza di domanda di condanna all’eliminazione d’opere, ai fini della pregiudiziale decisione concernente la negatoria servitutis non è necessaria l’integrazione del contraddittorio, dalla legge non richiesta per tale tipo di pronunzia, che bene è pertanto resa nei confronti del condominio rappresentato dall’amministratore, dovendo in tal caso essere essa intesa quale utilitas afferente all’intero edificio condominiale e non già alle singole proprietà esclusive dei condomini (cfr. Cass., Sez. II, n. 9206 del 4.5.2005).

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Nel giudizio di risarcimento dei danni causati ad un immobile, il convincimento del giudice in ordine alla legittimazione alla pretesa risarcitoria può formarsi sulla base di qualsiasi elemento documentale e presuntivo sufficiente ad escludere una erronea destinazione del pagamento dovuto

Tribunale di Bari, Sezione distaccata di Rutigliano, 28 giugno 2010

Responsabilità extracontrattuale – Danno cagionato ad un immobile – Legittimazione alla pretesa risarcitoria – Prova.

L’espletamento di un onere probatorio particolarmente rigoroso in merito alla qualità di “attore” è richiesto solo nell’azione di rivendicazione, essendo questa strumento volto a comprovare la proprietà del bene oggetto della controversia.
Al contrario, nel giudizio di risarcimento dei danni derivati a un immobile da un illecito comportamento del convenuto, il convincimento del giudice in ordine alla legittimazione alla pretesa risarcitoria può formarsi sulla base di qualsiasi elemento documentale e presuntivo sufficiente ad escludere una erronea destinazione del pagamento dovuto, atteso che l’oggetto della pretesa azionata non è il rigoroso accertamento della proprietà dell’immobile, ma l’individuazione del titolare del bene avente diritto al risarcimento.

» vai alla sentenza per esteso

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La domanda diretta ad impugnare le tabelle millesimali va tenuta distinta da quella avente ad oggetto l’impugnazione della delibera assembleare di modifica delle tabelle

Tribunale di Roma, Sez. V, 2 luglio 2009, n. 14529

Condominio – Tabelle millesimali – Impugnazione – Legittimazione passiva.

La domanda diretta ad impugnare le tabelle millesimali va tenuta distinta da quelle aventi ad oggetto l’impugnazione delle delibere assembleari di modifica delle tabelle.
Riguardo alla prima, infatti, stante la sua diretta incidenza sui diritti e conseguenti obblighi di tutti i condomini, deve ravvisarsi un’ipotesi di liticonsorzio necessario tra questi ultimi, mentre nelle seconde va riconosciuto, secondo le normali regole dettate dal secondo comma dell’art. 1131 c.c., la legittimazione passiva solo dell’amministratore e la sua conseguente rappresentanza processuale.

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