Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

Categoria » donazioni

La tacita rinuncia del legittimario all’azione per la riduzione delle disposizioni lesive della sua quota di riserva deve concretizzarsi in un comportamento inequivoco e concludente

Cassazione civile, Sez. II, 20 gennaio 2009, n. 1373

Successione legittima – Azione di riduzione – Rinuncia tacita – Necessità di un comportamento inequivoco e concludente.

Il diritto, patrimoniale (e perciò disponibile) e potestativo, del legittimario di agire per la riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive della sua quota di riserva, dopo l’apertura della successione, è rinunciabile, anche tacitamente.

Nondimeno, la rinuncia tacita deve concretizzarsi in un comportamento inequivoco e concludente del soggetto interessato, che sia incompatibile con la volontà di far valere il diritto alla reintegrazione (Cass. 2773/1997).

A detta della Suprema Corte, nel caso di specie i giudici d’appello non hanno fatto espresso riferimento al concetto di rinuncia, né hanno ricercato ed indicato comportamenti inequivocabili dell’erede tali da far pensare ad una sua rinuncia all’azione di riduzione. In particolare, non hanno tale consistenza le considerazioni relative alla mancata adozione di una simile iniziativa nei due anni successivi alla morte: intatta restava la possibilità di agire per recuperare quanto spettategli, senza che la passività dei primi anni potesse valere come tacita rinuncia, trattandosi di comportamento attendista e quindi ambiguo, privo di portata rappresentativa di una volontà inequivocabile.

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