Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

Categoria » inadempimento

Ai prossimi congiunti di persona che abbia subito, a causa del fatto illecito costituente reato, lesioni personali, spetta anche il risarcimento del danno non patrimoniale

Cassazione civile, Sez. III, 5 ottobre 2010, n. 20667

Obbligazioni e contratti – Inadempimento – Responsabilità medica – Fatto illecito costituente reato - Risarcimento del danno non patrimoniale – Legittimazione del congiunto ad agire iure proprio - Liquidazione in via equitativa.

Ai prossimi congiunti di persona che abbia subito, a causa del fatto illecito costituente reato, lesioni personali (trattasi, nel caso di specie, di minore che alla nascita ha riportato lesioni personali – con esiti di inabilità permanente – imputabili a colpa dei sanitari che avevano assistito sua madre prima, durante e dopo il parto), spetta anche il risarcimento del danno non patrimoniale, concretamente accertato in relazione ad una particolare situazione affettiva con la vittima, non essendo ostativo il disposto dell’art. 1223 c.c., in quanto anche tale danno trova causa immediata e diretta nel fatto dannoso, con conseguente legittimazione del congiunto ad agire iure proprio contro il responsabile (in termini, cfr. Cass. n. 9556/2002).

La liquidazione di tale danno non può che avvenire in via equitativa, con una valutazione complessiva del danno non patrimoniale, potendosi ricorrere a presunzioni sulla base di elementi obiettivi, forniti dal danneggiato quali le abitudini di vita, la consistenza del nucleo familiare e la compromissione delle esigenze familiari.

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La vittima di un errore medico deve provare soltanto il nesso di causalità tra il trattamento sanitario ricevuto ed il danno subito

Cassazione civile, Sez. III, 30 settembre 2009, n. 20954

Obbligazioni e contratti – Inadempimento – Responsabilità medica – Natura contrattuale dell’obbligazione e conseguente ripartizione dell’onere della prova.

Stante la natura contrattuale della responsabilità della struttura ospedaliera e la conseguente applicabilità della regola posta dall’art. 1218 c.c., il paziente-creditore che assuma di aver subito un danno a seguito del trattamento medico ricevuto dovrà solamente provare il nesso di causalità tra il trattamento sanitario ricevuto ed il danno subito, mentre spetterà alla azienda ospedaliera-debitore offrire la prova della non imputabilità della sua causa e, dunque, dell’assenza di colpa (la quale, peraltro, va valutata in relazione al particolare affidamento del paziente nella diligenza del debitore della prestazione sanitaria).

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