Appunti di diritto amministrativo e civile

a cura dell'avv. Raffaello G. Orofino

Categoria » procedimento amministrativo

Va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a chi, pur non avendo un diritto pieno al bene finale della vita per il cui conseguimento ha partecipato al procedimento, abbia subito, per effetto di comportamento colposo della p.a., un danno da ritardo non scusabile, in relazione ad altri elementi del suo patrimonio

Consiglio di Stato, Sez. IV, 12 marzo 2010, n. 1467

Interesse al giusto procedimento amministrativo – Lesione – Danno da ritardo non scusabile – Responsabilità della pubblica amministrazione.

Per diffuso orientamento giurisprudenziale, il danno da ritardo è risarcibile solo se il privato abbia titolo al rilascio del provvedimento finale, se cioè gli spetti il «bene della vita» (Cons. Stato, Adunanza plenaria, 15 settembre 2005, n. 7); si ritiene inoltre, nell’ambito di tale indirizzo, che il titolo al risarcimento andrebbe accertato azionando il procedimento del silenzio e sindacando il successivo diniego espresso, ovvero, all’opposto, che il giudice, adito in sede risarcitoria, dovrebbe effettuare un giudizio prognostico sulla spettanza del titolo, ai soli fini del risarcimento (cfr. Cons. St., Sez. IV, 29 gennaio 2008, n. 248).

Tuttavia, qualora il privato, pur non avendo un diritto pieno al bene finale della vita per il cui conseguimento ha partecipato al procedimento, abbia subito, solo per effetto di comportamento colposo dell’amministrazione, un danno da ritardo non scusabile, in relazione ad altri elementi del patrimonio del singolo, esterni a quelli coinvolti dal “contatto” ma comunque sempre legati al primo da un nesso di necessaria consequenzialità, ugualmente dovrà riconoscersi la risarcibilità di tale tipologia di danno.

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